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>>> La nostra città |
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panorama dai cappuccini |
Fossombrone (Forum Sempronii), il cui nome è legato al tribuno Caio Sempronio Gracco e importante cittadina lungo il tracciato della via consolare Flaminia, svolse un ruolo prestigioso durante il Rinascimento all'interno del Ducato di Urbino. E’ ricca di residenze nobiliari urbane e di campagna, di presidi militari, torri, rocche e barchi di caccia che, tra il XV e XVI secolo, costituirono il sistema militare difensivo coordinato sul territorio dal senese Francesco di Giorgio Martini per conto del Duca Federico da Montefeltro. Durate il dominio della casa nobiliare di Urbino, Fossombrone attraversa un periodo di particolare floridezza e di rinnovamento edilizio: si costruiscono le tre corti ducali (Alta, Bassa, Rossa), il palazzo vescovile, il palazzo comunale, la chiesa di San Filippo ed importanti edifici privati. Intorno alla metà del XVII secolo, la città torna a far parte dello Stato Pontificio e diventa, proprio in questo periodo, un importante polo per la produzione e la lavorazione della seta. Importante centro nella media valle del Metauro, la Città di Fossombrone, fin dalle origini è sempre stata il polo amministrativo ed economico per le popolazioni del territorio circostante, prima come Municipium romano, poi come Comune autonomo, quindi come significativo centro malatestiano (1334 - 1445) e del ducato urbinate (1445 - 1631).
Chiese, palazzi gentilizi, edifici del potere
religioso e civile attestano una vivacità
artistica, culturale ed
economica che non si è spenta, ma
che è possibile catturare girovagando per i vicoli e visitando le ricche
raccolte museali. Oltre alla fiorente agricoltura, l’economia
forsempronese si è sviluppata su importanti attività artigianali legate ai
vari settori manifatturieri: dall’arte del trattamento della lana
(cardatura, filatura, tessitura, tintura) alla lavorazione del cuoio,
dalle cartiere fino alla produzione della seta. |
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